I 5 RITI TIBETANI

LA LEGGENDA

Nel libro “Eye of revelation. The Ancient Tibetan Rites of Rejuvenation”, Peter Kelder racconta di una serie di esercizi chiamata “I Cinque Esercizi Tibetani del ringiovanimento“.

La storia narrata nel testo ha inizio un pomeriggio in cui l’autore si sta rilassando su una panchina del parco, leggendo il giornale della sera. Un vecchio gentiluomo gli si siede vicino e lo impegna in una conversazione. L’uomo si presenta come il colonnello Bradford, un ufficiale dell’esercito inglese in pensione che ha prestato servizio anche nei corpi diplomatici della Regina.
Fanno amicizia e si frequentano per un po’ di tempo, quando Il colonnello gli annuncia una sorprendente decisione che ha preso: andare in India per scoprire la fonte dell’eterna giovinezza. Quando egli era in missione in India, alcuni anni prima, aveva udito una storia curiosa e indimenticabile che riguardava i lama di un monastero situato in qualche luogo remoto e selvaggio dell’Himalaya tibetano. In quel monastero, un’antica sapienza tramandata per migliaia di anni prometteva la soluzione di uno dei grandi misteri del mondo. Secondo la leggenda, i lama del monastero erano eredi del segreto della Fonte della Giovinezza.

Come tutti, il colonnello Bradford aveva cominciato a invecchiare all’età di 40 anni e, da allora, egli aveva perduto qualunque sembianza della gioventù; ma più sentiva parlare di quella miracolosa Fonte della Giovinezza e più si convinceva che un tale luogo esistesse veramente. Egli cominciò a raccogliere informazioni sulle vie da seguire, sulle caratteristiche della zona, sul clima e su qualunque altro dato che potesse aiutarlo ad individuare quella località.

Il colonnello era  sempre più ossessionato dal suo desiderio di trovare questa Fonte della Giovinezza a tal punto che aveva deciso di ritornare in India e di cercare seriamente quel ritiro e il suo segreto di duratura gioventù.
Il colonnello Bradford  chiese a Kelder se volesse unirsi nel viaggio, ma Kelder declinò l’invito.

Qualche anno dopo, quando i due si ritrovarono, Kelder fu testimone di una strabiliante trasformazione: il vecchio e pensionato colonnello Bradford mostra le sembianze di un quarantenne: invece di un vecchio curvo e pallido con un bastone da passeggio, vide una figura alta, eretta. Aveva il volto florido e i capelli crescevano folti e neri con rare tracce di grigio. Il ringiovanito colonnello Bradford si apprestò a raccontare al suo emozionato amico tutto ciò che era accaduto durante la sua prolungata assenza. Parlò di anni di lotte e di sforzi ricompensati infine dal successo: la scoperta di un remoto monastero tibetano i cui occupanti non invecchiavano mai grazie a degli esercizi che quotidianamente professavano.

Secondo Kelder, questi esercizi avevano il potere di rinforzare il fisico, riequilibrare l’energia, rigenerare il corpo e la mente e rallentare il processo di invecchiamento.

Interessante pensare di poter rallentare l’invecchiamento! Ma, la storia di Kelder, è solo leggenda?

Probabilmente no!

I BENEFICI

Nel nostro corpo sono presenti sette importanti ghiandole endocrine, il cui compito è quello di secernere ormoni. Se le ghiandole funzionano al meglio, il nostro corpo ne trae beneficio e gira “a mille”; se si registrano dei blocchi, i conseguenti squilibri ormonali causano problemi.

La tradizione orientale ci insegna che queste sette ghiandole corrispondono ad altrettanti centri energetici chiamati chakra. Così come accade per le ghiandole, se uno o più chakra perdono vitalità sarà tutto l’organismo a soffrirne le conseguenze.

Ecco quindi che i 5 riti tibetani, ideati apposta per stimolare i chakra e, di conseguenza, parlando “all’occidentale”, rivitalizzare le ghiandole, sono in grado di assicurare un benessere diffuso e di frenare il processo d’invecchiamento.

In parole semplici, quindi, il riequilibrio mirato delle ghiandole che secernono ormoni determina lo stato di salute ottimale, che non è soltanto fisico ma comprende anche la sfera energetica, psichica e mentale.

I 5 riti tibetani svolgono un’azione benefica anche sugli apparati muscolo-scheletrico e respiratorio, contribuendo inoltre a favorire uno stato di salute ottimale.

E per ottenere i primi risultati non è necessario attendere molto: già dopo un paio di mesi di esercizi eseguiti con costanza, corpo e mente daranno segnali positivi e i flussi energetici saranno rivitalizzati.

Non resta che provare!

PRIMO RITO TIBETANO: in piedi, braccia larghe, palmi rivolti a terra, ruota su te stesso in senso orario (verso destra), fino a compiere, con il tempo, 21 giri. Questo rito lavora su tutti i chakra. Svuove l’energia di tutto il corpo la quale, a causa dello stress, si concentra, ristagnando, nella zona centrale del corpo, dove risiedono gli organi deputati alle funzioni vitali.

PAROLA CHIAVE: FLUIRE! Smuovi l’energia e permettile di scorrere in ogni singola cellula del tuo corpo!

SECONDO RITO TIBETANO: disteso a terra supino, con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani che premono a terra, inspira e solleva la testa e poi le gambe a 90 gradi rispetto al busto. Espira e riporta a terra prima le gambe e poi la testa. Questo rito lavora sui chakra 1, 2, 3 e 5.

PAROLA CHIAVE: CARICA IL CORPO! Riporta all’hara, al plesso solare, agli organi interni nuova energia vitale, fresca e vibrante.

TERZO RITO TIBETANO: in ginocchio, mani posizionate sui glutei, piedi in appoggio sulle dita flesse e in contatto con il suolo, mento appoggiato sullo sterno. Inala, inarcando all’indietro testa, spalle e il tratto toracico della schiena. Esala quando torni alla posizione di partenza. Questo rito lavora sui chakra 3, 4, 5 e 6.

PAROLA CHIAVE: APRITI! Inspira la vita dal cielo ad ogni inspiro e restituiscila alla terra ad ogni espiro.

QUARTO RITO TIBETANO: seduto a terra con le gambe distese e i piedi larghi quanto le anche, tronco eretto, mento che tocca lo sterno e palmi delle mani a terra con le dita in avanti; inala e, piegando le ginocchia, solleva il bacino e rovescia indietro la testa; esalando, torna alla posizione di partenza. Questo rito lavora sui chakra 3, 4 e 5.

PAROLA CHIAVE: FORZA. Apriti ed esponiti per poter ricevere. Senti la forza della vita che pulsa in te.

QUINTO RITO TIBETANO: inspira in urvdha mukha svanasana, espira in adho mukha svanasana. Se serve, appoggia le ginocchia a terra. Questo rito coinvolge tutti i chakra.

PAROLA CHIAVE: TUTTO SCORRE. La flessibilità del corpo plasma la mente.

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