ARDHA CHANDRASANA E IL MITO DELLA CREAZIONE

img_9985_yjCosì come alcune asana possono risultare impegnative per il corpo o per la mente, altre, al contrario, donano un immenso benessere: il corpo si sente a suo agio, le tensioni si sciolgono e si avverte immediatamente una sensazione di piacere.

Potrei soffermarmi a lungo nel descrivere le emozioni che alcune posture sanno regalarmi o che sanno donare ai miei allievi, perché riesco a vedere cosa provano sui loro volti che, piano piano, si distendono mentre il corpo si ammorbidisce.

C’è un’asana, in particolare, che mi riempie di gioia e che, per me, è simbolo di piacere, armonia, bellezza, completezza e completamento: ARDHA CHANDRASANA.

In Ardha Chandrasana c’è tutto:  l’apertura del cuore e delle anche che scioglie tensioni emotive vecchie e nuove, la forza delle radici nella gamba che sostiene il corpo, il sentirsi parte dell’intero universo tramite lo sguardo e la mano rivolti al cielo, senza perdere l’energia della terra, grazie alla mano che sfiora il pavimento.

Il corpo si espande toccando i quattro punti cardinali, simbolo dei quattro elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco, che vibrano dall’esterno verso il centro dell’essere, fino ad fondersi nel cuore, che in quel momento sento essere Etere, il quinto elemento, nel quale le memorie del passato danzano con le infinite possibilità del divenire.

Sento di essere al centro del tutto, in unione col tutto, forse il tutto medesimo, in un canale diretto tra Microcosmo e Macrocosmo.

Mi sento Sciamana che – pur vivendo nella Terra di Mezzo – può toccare Cieli Celesti e Mondi Sotterranei, portando con sé frammenti d’anima perduti,  volare nello spazio siderale con un corpo di Bardo  e fare ritorno con la consapevolezza che tempo e spazio sono solo illusioni.

Mi sento connessa, come un illuminato che ha fatto esperienza della sostanza prima e ultima di tutte le cose, che non è forma o materia, ma Luce Chiara e Amore.

Mentro entro nella postura, sento che sto creando un universo nuovo, che sto fondando una città sacra, che sto edificando un tempio con il mio corpo. Ardha Chandrasana mi riporta alla mente il Mito della Creazione spiegato da Mircea Eliade, quando sostiene che la realtà nasce da tre elementi: l’imitazione di un Archetipo Celeste, la partecipazione al Simbolismo del Centro e un Rituale che ripete atti posti in essere, in origine, dagli dei, da eroi, dagli antenati.

Mentre decido dove posizionare la mano a terra, mi sento come un architetto mitico che sceglie, nel mezzo del deserto, dove costruire una città in base alla posizione delle stelle e alla configurazione del cielo. Vive in me l’archetipo celeste, come fossi il Monte Meru, Sumeru, Elbourz.

Mentre sollevo l’altro braccio al cielo, sento il simbolismo del centro come fossi l’ombelico della terra, il ventre della Grande Madre.

Mentre perfeziono, lentamente, come in un rito sacro, la postura, sento rivivere in me, l’Eterno Mito della Creazione: l’ordine nasce, non so se dal caos o dal nulla, e mi sento al tempo stesso potente e leggera, vibrando di una libertà che solo ripetere un gesto,  fatto milioni di anni orsono, prima di te, da un dio o da un eroe ti può dare.

D’altra parte, Ardha Chandrasana significa Mezza Luna e una postura che custodisce così tanti segreti – non visibili se affrontata con superficialità – non poteva che fare riferimento all’astro più misterioso del cielo, quando per metà è svelato, davanti agli occhi di tutti, e per l’altra metà immerso nell’invisibile, perché possa essere avvicinato solo da chi lo ama di un amore sincero.

Lascia un commento