25 MAGGIO 2019: MINDFULNESS IMMAGINALE – NAVE (BS)

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IL CORSO PIU’ COMPLETO:

MEDITAZIONE, PRANAYAMA e ASANA

Se sei interessato a conoscere o ad approfondire la MEDITAZIONE, questo seminario è per te.

Un’intera giornata per conoscere ed entrare nel cuore della tradizione buddhista theravada, così come l’ho appresa direttamente dal Reverendo Gotatuwe Sumanaloka Thero, in un monastero nella foresta dello Sri Lanka.

Durante l’incontro, verranno spiegate le linee teoriche essenziali del pensiero buddhista, anche alla luce della visione immaginale di James Hillmann – così da creare un ponte tra l’antico pensiero orientale e quello moderno ed occidentale, più vicino alla nostra tradizione,

Verrà lasciato ampio spazio alla pratica delle diverse tecniche di meditazione, così da consentire a chi non ha mai praticato di avvicinarsi rapidamente all’esperienza e poter portare con sè, sin da subito, i benefici della meditazione nella vita di ogni giorno.

Proprio perchè essenzialmente esperienziale, il seminario puo’ essere considerato un momento di “ripasso” e di consolidamento delle diverse tecniche per chi già le conosce, o un’occasione di confronto per chi utilizza metodi di meditazione diversi da quelli del buddhismo theravada.

In ogni caso, per tutti, sarà un’occasione per beneficiare dell’energia del gruppo che, si sa, conferisce sempre un diverso “sapore” alla meditazione.

 

 

25 maggio 2019

ore 10.00 – 18.00

Euro 70,00

 

Possibilità di dormire in loco (nella sala pratica, con bagno e doccia) senza costi aggiuntivi

(basta portare un materasso gonfiabile)

 

 

MINDFULNESS 

La meditazione arriva in Occidente e viene chiamata MINDFULNESS:  si tratta di una disciplina relativamente nuova,  nata negli Stati Uniti dall’unione fra le moderne neuroscienze e la millenaria pratica meditativa.

In altri termini, sono stati studiati gli effetti della meditazione sul corpo e sulla mente, scoprendosi che agisce sulle sinapsi cerebrali e sulla produzione di endorfine e che può essere di grande aiuto nell’affrontare insonnia, stati d’ansia, attacchi di panico, depressione e altri disturbi; è stato inoltre dimostrato che, se praticata regolarmente, risulta essere particolarmente efficace  nella gestione dello stress ed incrementa le capacità mnemoniche.

Alla luce dell’evidenza scientifica dei benefici della meditazione, medici, psicologi e terapeuti hanno iniziato ad impiegarla, sovente anche negli ospedali, per curare i disturbi dell’animo e della mente umana, così diffusi oggi nella società occidentale. Si è creato così un ponte tra Oriente ed Occidente e la meditazione ha trovato diffusione con finalità terapeutiche.

IL METODO SIMBOLO IMMAGINALE NELLA MEDITAZIONE

Se con la Mindfulness si è creato un ponte tra Oriente ed Occidente, con il metodo simbolo-immaginale l’Occidente si volge nuovamente ad est.

L’approccio immaginale – che prende l’avvio con la psicologia analitica di Carl Gustav Jung e prosegue nella psicologia archetipica di James Hillman –  è dunque decisamente più spirituale e più vicino all’insegnamento originario del Canone Pali dei buddhisti rispetto alla Mindfulness che viene dagli Stati Uniti.

Nella visione immaginale, la meditazione non ha un approccio terapeutico e non è terapia, perchè quest’ultima, parte dal concetto di “Io” e  si pone come obiettivo di rafforzarne le strutture che lo sostengono.

La terapia, muovendo da categorie diagnostiche, si prende cura della persona in tutte le sue apparenze: corporee, emotive e mentali.

Al contrario, scopo della meditazione – nella tradizione buddhista – è il nirvāṇa o nibbana, cioè l’estinzione dell’Io: la “persona” (termine che deriva dall’etrusco “persu e significa “maschera“) è un’illusione, una finzione che la meditazione mira a dissolvere.

L’approccio non è terapeutico, perché non c’è nulla da curare.

L’insegnamento buddhista spiega che nulla di ciò che crediamo vero esiste: non esiste altro che Pura e Splendente Vacuità. Ogni cosa di questo mondo e che percepiamo come oggetto, corpo, emozione è solo l’aggregarsi ed il disgregarsi dei quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco, i quali  incessantemente si danno gli uni agli altri in un processo di distruzione e rigenerazione continua.

Analogamente, secondo James Hillmann, tutto ciò che ci succede (ogni evento, ogni emozione, ogni pensiero, il nostro corpo stesso) è solo un’immagine. Nulla di ciò che percepiamo è reale.

Ci approcciamo al mondo guardandolo con occhi che non possono vedere i raggi ultravioletti e quelli infrarossi, udiamo suoni che escludono gli ultrasuoni e gli infrasuoni e filtriamo tutto ciò che udiamo, vediamo etc. con una mente che è condizionata dalla famiglia, dalla società, dalla cultura, dalle esperienze vissute e dai traumi subiti, dagli avi, fino ad arrivare a vite precedenti e, addirittura, agli archetipi.

La nostra mente costruisce immagini sulla base di ciò che i nostri sensi riescono a percepire, ma non è tutta la realtà!

La “realtà” che a noi pare così oggettiva ed inconfutabile è, in verità, soggettiva.

Tutto ciò che viviamo e crediamo reale è solo l’immagine percepita dai nostri sensi e filtrata dalla nostra mente condizionata. Tutto ciò non significa che non esista una realtà oggettiva: semplicemente noi non la vediamo.

Le recenti scoperte della meccanica quantistica confermano l’idea che sta alla base del pensiero buddhista e di quello degli immaginalisti: ciò che vediamo non è ciò che è. La materia è un’onda che si propaga nel vuoto, le particelle subatomiche emergono dal nulla all’improvviso, per frazioni infinitesimali di secondo, e poi nuovamente svaniscono nel nulla, comportandosi come particelle solo quando vengono osservate.

Pura e splendente vacuità per i buddhisti. Immagine, simbolo, sogno per gli immaginalisti.

LA FORZA DEL METODO SIMBOLO-IMMAGINALE

Sebbene all’apparenza destabilizzante, l’approccio immaginale ci restituisce una grande potere: se la realtà è soggettiva, se tutto è immagine e se le immagini le crea la nostra mente, ecco che siamo noi a creare la nostra realtà. Non c’è nulla che dobbiamo subire, non dobbiamo essere vittime di ciò che ci succede perché ogni evento è un’immagine che noi stessi creiamo.

Anche in questo caso, l’approccio immaginale esprime con parole apparentemente diverse ciò che Buddha aveva spiegato ai suoi discepoli: la vità è dolore, ma il dolore ha una causa che è conoscibile e, conoscendo la causa del dolore, lo possiamo eradicare (Le Quattro Nobili Verità).

In quest’ottica, quelli che per la terapia sono i nostri disturbi, problemi e disagi, in verità, si rivelano essere un grande patrimonio: vanno nutriti – con attenzione cosciente e piena consapevolezza – fino a che possiamo vederli distintamente, conoscerne la causa e, così, trasmutarli.

La meditazione è la via verso la consapevolezza della reale natura delle cose: consente, infatti, di andare a scoprire la causa del dolore per poterlo eradicare, come direbbero i buddhisti, ovvero, con parole degli immaginalisti, di vedere e comprendere che tutto è immagine, così da poterci trasformarei da vittime in artefici degli eventi e riappropriandoci del potere che naturalmente ci spetta sulla nostra vita.

MINFDULNESS IMMAGINALE SECONDO IL PROTOCOLLO IMMAN

Il corso di Mindfulness Immaginale si basa su  Raccolte di Pratiche o Protocolli realizzati da Selene Calloni Williams con il monaco buddhista di tradizione theravada Gotatuwe Sumanaloka Thero, volti a rendere le pratiche della meditazione facilmente accessibili anche a chi non ha mai meditato.

Oltre alle tecniche di meditazione in senso stretto, infatti, sono oggetto del corso anche alcune pratiche di YOGA appositamente selezionate: pranayama al fine di sviluppare una maggiore consapevolezza del respiro ed una migliore capacità respiratoria, nonchè a ripulire i canali energetici ed asana con lo scopo specifico di rinforzare la schiena, aprire le anche e, più in generale,  elasticizzare il corpo, in modo tale da poter eseguire e mantenere, anche a lungo, la posizione meditativa a gambe incrociate nel migliore dei modi.

In altri termini, il corso, pur rimanendo fedele alla tradizione theravada, al primo insegnamento di Buddha, utilizza un approccio più completo per l’occidentale, sostenendo il meditante anche con pratiche fisiche e tecniche di respirazione che, pian piano, abituano il corpo alla meditazione, anche se non sia è abituati a stare seduti per ore a gambe incrociate.

 

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La meditazione e tutte le discipline proposte dall’associazione non sono terapie e non si sostituiscono, nemmeno in parte, a terapie mediche o psicologiche; si rivolgono a persone sane che vogliono intraprendere un percorso di conoscenza di sé e di crescita interiore e non si sostituiscono all’opera di medici e psicoterapeuti. Se pensi di avere una patologia devi rivolgerti al tuo medico.

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