18.04.2017 – LA LIBERAZIONE DALLA PAURA: IL BARDO TOSGROL

Il Bardo Tosgrol è un libro tibetano, che contiene istruzioni che vengono recitate all’orecchio dei morenti nel momento del trapasso. E’ noto anche come la “grande liberazione attraverso l’udire”: si dice, infatti, che sia sufficiente essere stati iniziati anche una sola volta nella vita, per non avere paura durante il transito (o “bardo”) dalla vita terrena alla morte.

Per comprendere il testo, bisogna innanzitutto avere presenti alcuni principi basilari del Buddhismo: l’Illuminazione e il Karma.

La recita del Bardo Tosgrol al morente è un tentativo di fargli raggiungere – mentre si trova nello stato di Bardo, cioè nell’intervallo di tempo che precede una nuova rinascita – l’Illuminazione o, quanto meno, di fargli ottenere una buona rinascita, come essere umano dotato di tutte quelle qualità che potrebbero consentirgli di raggiungere l’Illuminazione nella nuova vita.

La parola “Bardo” significa, infatti, “transito”, o “stato intermedio”, ma non solo il passaggio dalla morte alla vita (e viceversa) è un bardo. Lo sono anche il passaggio dalla veglia al sonno o dal sonno alla veglia, da uno stato di tristezza ad uno di felicità, dalla malattia alla salute; è un “Bardo” anche la fine di un respiro o di un pensiero, prima che il successivo inizi.

Sperimentiamo un “Bardo” ogni volta che una situazione vecchia volge al termine, per lasciare il posto ad una nuova, ancora sconosciuta: un amore che finisce, la perdita di un lavoro fisso o di una persona cara o, ancora, quando ci sentiamo angosciati, depressifrustrati, e sentiamo che si è spenta la gioia dentro di noi, per poi, inaspettatamente, vedere riaccedersi la luce, con o senza motivo, e “rinascere” più forti.

Di fronte a questi eventi, ci troviamo davanti ad una “piccola morte”: muore una parte di noi e non abbiamo alcuna certezza su cosa accadrà poi. La nostra vita è un lungo susseguirsi di morti e rinascite, che sperimentiamo ogni giorno.

Nel “Libro Tibetano dei morti”, la pratica del Bardo è una recita al morente mentre si trova nello stato di Bardo; tuttavia, se si pensa alla morte non solo come a qualcosa che accade in un preciso momento della vita per porre fine alla stessa, ma come qualcosa che ci accade ogni giorno, ci si rende conto che questo antico testo tibetano è, soprattutto, un libro per i vivi. 

Spesso i cambiamenti richiedono un atto di coraggio: la pratica del Bardo insegna a viverli con forza, libertà e determinazione, ad operare ogni scelta con sicurezza e consapevolezza, senza subire gli eventi e senza essere sopraffatti dai dubbi, ad aprirci senza timore a nuove possibilità. La pratica del Bardo ci insegna a vivere senza paura.

DATA DELL’INCONTRO: 18 aprile 2017 ore 20.30

Contributi associativo: euro 20,00 (euro 10,00 per chi ha un abbonamento attivo ai corsi di yoga)

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 La meditazione e tutte le discipline proposte dall’associazione non sono terapie e non si sostituiscono, nemmeno in parte, a terapie mediche o psicologiche; si rivolgono a persone sane che vogliono intraprendere un percorso di conoscenza di sé e di crescita interiore e non si sostituiscono all’opera di medici e psicoterapeuti. Se pensi di avere una patologia devi rivolgerti al tuo medico.

 

 

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