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Morire e rinascere

Morire e rinascere

Rinascere non è difficile.

La parte dura e’ morire, lasciare andare quella parte di te che ti impedisce di evolvere, di essere chi sei veramente.

Chiamali condizionamenti sociali, familiari, generazionali, come direbbero Carl Gustav Jung o James Hillmann (o la psicologia in generale).

Chiamali attaccamenti (500 del corpo, 500 della mente, 500 delle emozioni), come avrebbe detto Buddha.

Dagli il nome che vuoi, ma ciò che ti impedisce di essere chi vorresti essere e’ la paura di lasciar morire ciò che sei ora, anche se non ti piace. Lasciare andare una situazione a cui, volente o nolente, ti sei abituato. Forse adagiato, quasi come se veramente la trovassi comoda.

Io non ho mai trovato pace, in una vita che non sentivo mia. Anche quando tutti mi dicevano che ero pazza a lamentarmi, perchè sembrava una vita perfetta.

Perfetta come questa fotografia: il mare, le palme, i pescatori che interrompono la pesca per gustarsi i colori di un tramonto, di un momento magico.

Magico sempre, anche se si ripete ogni giorno: ogni giorno, in quel momento in cui il sole si fa rosso, i pescatori si fermano, le voci si zittiscono e scende il silenzio, davanti a quel grande rito sacro che solo la natura ci sa offrire.

Per me, e’ la fotografia del momento in cui ho capito quanta paura avevo a lasciare andare ciò che non volevo più.

Ed e’ bellissimo riguardarla, ripensare a quanta strada ho fatto, a quanto sono cambiata da quando ho deciso che, a qualunque costo, oltre quella paura io mi volevo catapultare..

Chiedimi se ne è valsa la pena…

Ilaria