DICONO DI KURMASANA…

Kurmasana tonifica la colonna vertebrale, attiva la funzione degli organi addominali e ti mantiene pieno di energie e in salute … rilassa il sistema nervoso e, dopo averla eseguita, ci si sente rinfrescati come dopo un lungo sonno indisturbato”. (B.K.S. Iyengar)

Distende e rinforza i muscoli dell’intera colonna vertebrale. Contribuisce ad alleviare mal di schiena e sciatalgiaMassaggia gli organi interni addominali. Facilita la peristalsi e la digestione, riducendo la costipazione. Potenzia la funzione depurativa dei reni incrementando la diuresi e riducendo i disturbi urinari. Migliora la circolazione sanguigna di tutto il corpo. Aumenta la flessibilità delle articolazioni delle anche e delle spalle. Amplia la capacità polmonare. Riduce lo stress e migliora l’insonnia. Facilita il flusso sanguigno cerebrale, quindi può aiutare a prevenire gli attacchi di mal di testa. Promuove uno stato di tranquillità, equanimità e abbandono, permettendo alla mente di calmarsi e di praticare Pratyahara, l’interiorizzazione dei sensi, uno degli otto ashtanga elencati negli Yoga sutra di Patanjali.

In sanscrito, kurma significa “tartaruga” e asana “posizione”, pertanto la traduzione letterale è la “posizione della tartaruga”. Questo nome è dovuto alla forma della posizione che ricorda il carapace dell’animale, ma anche alla possibilità di praticare l’interiorizzazione dei sensi (Pratyahara) che si ottiene con la pratica di questa asana. Come la tartaruga ritira le zampe e la testa dentro il suo carapace, così il praticante ha la possibilità di ritirare i suoi sensi verso l’interno di sè stesso, di interiorizzare e di raggiungere uno stato meditativo.” (Yoga Journal).

KURMASANA PER ME…

Che allevi il mal di schiena, solo se sei allenato come Brad Pitt in “Troy”. Altrimenti rischi strappi e stiramenti che ti ricorderai per tutta la vita..

Per esperienza personale, posso dire che è una delle posizioni più pericolose per una schiena “non allenata” o, comunque, non riscaldata a sufficienza.

Ma, a prescindere dai benefici fisici, vorrei soffermarmi più che altro sui movimenti che la posizione porta nella psiche (quando la esegui bene, riuscendo a tenerla per un po’).

Partiamo dalla parola TARTARUGA, forse dal greco tartarôuchos, propriamente ‘abitatore del tartaro’, cioè del mondo infero, dell’inconscio.

E non mi stupisce scoprire che, nella più antica simbologia cristiana, la tartaruga rappresentava lo spirito del male, forse perchè l’inconscio e le profondità sono il luogo dove viene depositato il seme di quel senso di colpa atavico, di quel peccato originale che l’uomo non è ancora riuscito ad espiare.

Prova, ad occhi chiusi, lentamente, muovendoti solo durante l’esalazione, a “scioglierti” in Kurmasana (quando il corpo è pronto, la posizione si assume con facilità e la si può mantenere per il tempo necessario per esplorare ciò che hai dentro) e capirai cosa significa abitare il tartaro, il mondo infero, entrare nel mondo dell’Ade.

Chiamiamolo Pratyayara, ma non necessariamente è un ritiro dei sensi che dà pace.

Kurmasana può ribaltarti come uno tsunami, tirando fuori parti del tuo inconscio che pensavi di aver messo a sopire e di aver seppellito sotto una pietra.

Un mare in piena che ti toglie ogni certezza, sradica la tua stabilità e riporta alla luce, dalle tenebre, tutto ciò che avevi cercato di mettere a dormire.

Devi saperti lasciare andare, per entrare in kurmasana, affidarti e non avere paura.

Ma, soprattutto, devi chiedere il permesso di accedervi, perchè non stai semplicemente eseguendo una posizione, ma stai per varcare i cancelli dell’Ade e devi mostrare rispetto per quel mondo che hai sempre escluso, rifiutato, messo a tacere.

Non azzardarti a farlo se non sei pronto a vedere le tenebre, se non sei pronto ad amare, onorare, rispettare ciò che incontrerai, sempre consapevole del fatto che non puoi vedere la luce, se non sei disposto ad accettare le tenebre.

In caso contrario, Ade chiuderà i suoi cancelli davanti ai tuoi occhi, lasciandoti cieco per sempre.

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